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Fausto Carpani
Armando

Se frequentate abitualmente sagre paesane e fiere non vi sarà difficile imbattervi in Armando Borelli.
Sorridente e gentile vi mostrerà i suoi giocattoli, oggi definiti “poveri” perchè si costruivano senza spender nulla, mentre in realtà erano ricchi, ricchissimi di fantasia.
Armando è andato a ripescare nella sua memoria i ricordi più lontani e gli son tornati in mente quei giocattoli autocostruiti che molti di noi hanno dimenticato e il suo banchetto ne è pieno.
Bellissimo è anche il suo straordinario zoo di animaletti creati utilizzando bacche, semi, sassi e radici. Tutte cose che Armando trova nel bosco e nelle quali lui, e solo lui, vede un cane, un gufo, un cammello ... Armando è anche un birbone: se gli capitate a tiro vi farà impazzire con i suoi maledetti rompicapo da sciogliere, districare.
Trovatelo e fermatevi: vi prenderà per mano e vi farà tornare per un po’ cinni. Il 14 settembre 2002 Armando è stato insignito del prestigioso premio “Gradara Ludens”.

Armando

Armando l é un poêta e an al sà brîsa
al scrûv al månnd in l’ânma d una zrîsa,
al sguâza däntr ed ló felîz cuntänt,
ai piès ed maravièr tótta la zänt.
Armando quand al måsstra i sû zuglén,
i rédden i sû ûc’ cómm a un fangén,
l armassda int al panîr dla sô memoria,
Armando l é preziåus cme un lîbr ed stòria.
Armando, viazadåur dla fantasî,
s’t at lâs guantèr l’é fâta: at pôrta vî.
At fà turnèr tusàtt e int un mumänt,
i zûg d na vôlta i t tåurnen in amänt.
Dû buslût con una lâza,
un telêfon ch’l é una bâza;
un rucàtt e una candaila,
mèza nûs con una vaila,
una rôda e un bastunzén,
un cariôl e un stufilén,
un tirén coi râm ed fiòpa,
un sambûc par fèr na stiòpa.
Armando al rédd e at guèrda maravié.
Al t ha purtè con ló int un’etra etè.,
al t ha prilè ala drétta al canucèl
par fèret vaddr un månnd un pôc pió bèl.
Armando l é un fangén coi cavî bianc,
mo l é stè pôc a sêdr in vatta ai banc,
però l insaggna a qui ch’vôln inparèr
cs’al vlèva dîr inzgnères a zughèr.
Armando coi zuglén al fà ruglàtt,
l é sänper pén ed zant al sô bancàtt,
e sänza paghèr gninte al pôrta vî
un bèl scartòz d arcôrd e poesî.
Dû buslût con una lâza ...

 

Armando

Armando è un poeta e non lo sa,
scopre il mondo nel nocciolo d’una ciliegia,
nel suo intimo è soddisfatto e contento,
gli piace meravigliare la gente.
Quando Armando mostra i suoi giochi
gli ridono gli occhi come a un bambino.
Rimesta nel paniere della memoria,
Armando è prezioso come un libro di storia.
Armando, viaggiatore della fantasia,
se ti lasci prendere è fatta: ti porta via.
Ti fa tornar bambino e in un attimo
ti tornano in mente i giochi d’una volta.
Due barattoli con uno spago,
un telefono che è una bazza,
un rocchetto e una candela,
mezza noce con una vela,
una ruota e un bastoncino,
un carretto e un fischietto,
una fionda con i rami di pioppo,
un sambuco per fare uno schioppo.
Armando ride e ti guarda meravigliato,
ti ha portato con sè in un’altra età,
ti ha raddrizzato il cannocchiale
per mostrarti un mondo più bello.
Armando è un bambino coi capelli bianchi
ma è andato poco a scuola,
però insegna a chi vuole imparare
cosa voleva dire arrangiarsi a giocare.
Armando coi suoi giochi fa un crocchio
e il suo banchetto è sempre pieno di gente
e senza pagar nulla si porta via
un bel cartoccio di ricordi e poesia.
Due barattoli con uno spago ...


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